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Il ponte dell’arcobaleno - Animal Blog
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Il ponte dell’arcobaleno

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C’è un posto in Paradiso chiamato Ponte dell’Arcobaleno.

Quando muore una bestiola che è stata particolarmente cara a qualcuno, questa bestiola va al ponte dell’arcobaleno.

Ci sono prati e colline per tutti i nostri amici tanto speciali così che possano correre e giocare insieme.

C’è tanto cibo, acque e sole, ed essi sono al caldo e stanno bene.

Quelli che erano vecchi e malati sono ora forti e vigorosi.

Quelli che erano feriti o storpi sono di nuovo integri e forti, come noi li ricordiamo nel sogno dei giorni e dei tempi passati.

Sono felici e contenti, tranne che per una piccola cosa: ognuno di loro sente la mancanza di qualcuno molto amato, qualcuno cha ha dovuto lasciare indietro…

Corrono e giocano insieme, ma un bel giorno uno di esse improvvisamente si ferma e guarda lontano, verso l’orizzonte.

I suoi occhi lucidi sono attenti, trema per l’impazienza: tutto ad un tratto si stacca dal gruppo e comincia a correre, volando sul verde prato, sempre più veloce.

Ti ha riconosciuto, e quando finalmente sarete insieme, vi stringerete in un abbraccio pieno di gioia, per non lasciarvi più.

Una pioggia di baci felici bagnerà il tuo viso; le tue mani accarezzeranno di nuovo l’amata testolina e fisserai ancora una volta i suoi fiduciosi occhietti, per tanto tempo lontano dalla tua vita ma mai assente dal tuo cuore.

Allora attraverserete, insieme il Ponte dell’ Arcobaleno.

di “Autore Ignoto”.

Quando a scuola svolgo i miei progetti di zooantropologia applicata alla didattica mi soffermo a lungo sull’importanza dell’adozione responsabile e in particolare su alcuni punti fondamentali. Uno di questi è che quando ci si accinge a dividere la nostra vita con un animale, generalmente parlo del cane come rappresentante di tutti gli altri animali domenstici, bisogna essere convinti che questo resterà con noi per tutta la vita. Riprendendo una frasi di un poeta anonimo, rilevo con forza che “un cane è per sempre” e se il rapporto che instauriamo con lui è di reciproca gratificazione questo continua oltre la vita. Le parole della poesia Il ponte dell’arcobaleno lo testimoniano, lo testimoniano gli occhi lucidi delle persone che mi parlano del loro cane scomparso anche a distanza di tempo.

C’è tutta una letteratura sul lutto per la morte del cane o di un pet in generale, capitoli interi per spiegare a noi medici veterinari cosa prova il cliente per la morte del suo cane, e come noi dobbiamo comportarci nel gestire quello che per lui è un lutto a tutti gli effetti. Qualcuno, leggendo queste righe, potrà scrollare la testa, non essere d’accordo e considerare esagerato tutto questo; sicuramente non avrà un animale o non avrà impostato con esso quel rapporto d’intima complicità che rende appagante e insostituibile la sua presenza. Anni a dietro c’era gente che si vergognava a portare la propria gesticola, malata, in ambulatorio; oggi li vedo ansiosi e pieni di apprensione nella sala d’attesa, nervosi con gli occhi gonfi di lacrime mentre attendono notizie sulla salute del loro pet, felici per quelle buone, affranti nell’apprendere quelle cattive, così come accade per un familiare o per un amico fraterno. Qualcuno potrà dire che è un eccesso di umanizzazione. Quando si è vissuti così a stretto contatto col proprio cane, il proprio gatto o qualsiasi altro animale in grado di reciprocare una relazione, si finisce sempre col contaminarsi gli uni con gli altri.

Tags: cane gatto

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