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Leishmaniosi - Animal Blog
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  • Elio Criscione
  • Salute

Leishmaniosi

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Quando mi capita di fare diagnosi di leishmaniosi su un cane, e, purtroppo mi capita spesso, provo un grande disagio nel comunicarlo ai proprietari perché comprendo perfettamente lo stato d’animo che in loro suscita tale notizia legato, purtroppo, a quanto sentito dire da sedicenti “competenti”, quelli che hanno cani da una vita per intenderci.Poiché la competenza è unicamente del Medico Veterinario ritengo opportuno scrivere alcune righe su questa malattia sostenuta da un endoparassita, un piccolo protozoo che, comunque, non potrebbe infestare il suo ospite senza l’intervento determinante di un insetto, parassita esterno, ematofago, suo vettore e inoculatore il Phlebotomus perniciosus.

La leishmania per svilupparsi deve passare attraverso due ospiti: un vertebrato (uomo, cane, gatto, volpe, ratto) e un invertebrato, il flebotomo appunto.  Non è mai stata dimostrata la trasmissione della malattia attraverso altri insetti ematofagi (zecche, pulci, tafani). Essa si realizza solo attraverso il flebotomo. Altre forme di contagio non sono state ancora documentate, pertanto è infondata la paura del contagio diretto cane infetto – uomo. La malattia è tipica delle zone tropicali, dei climi caldo-umidi dei paesi bagnati dal mediterraneo, ma è presente anche in America e in Oriente. Può colpire sia l’uomo sia i cani, i roditori, la volpe, ed è a è caratterizzata da una ampia variabilità di segni clinici.

I flebotomi non amano volare per lunghe distanze (da poche centinaia di metri a qualche chilometro) e sono silenziosissimi, sono disturbati dal vento e da temperature al di sotto della media estiva, si alzano in volo per pungere dal tramonto fino all’alba. La diffusione della malattia è influenzata da molti fattori: densità dei flebotomi nelle aree endemiche caratterizzate da elevato tasso di sporcizia, elevata concentrazione di animali infetti, randagismo ecc).

Non mi dilungo nella descrizione dei segni clinici, spetta al medico veterinario interpretarli, ma mi preme rilevare come sia importante prevenire l’insorgere di tale malattia e richiamare l’attenzione su quanto fino a ora scritto per adottare quelle precauzioni idonee a evitare l’insorgere di tale malattia. Ovviamente per fare ciò si deve evitare che cane e flebotomo si incontrino, e ciò si ottiene: utilizzando uno dei tanti prodotti anti-ectoparassiti con spiccata attività repellente che si trovano in commercio. Evitando per quel che è possibile che nell’ambiente circostante occorrano le condizioni adatte alla proliferazione dei flebotomi.

  • Ricoverando al tramonto il nostro cane all’interno di una cuccia o di una stanza protette da un’idonea zanzariera a maglie strette e magari spruzzata con un prodotto repellente
  • Utilizzando, perchè no, nell’ambiente dove soggiorna il cane un ventilatore, magari di quelli da soffitto, che disturberebbe il volo dei flebotomi. 
  • mantenere in perfetta salute il proprio cane non solo fisica ma, e soprattutto, psichica: lo stress è una delle cause che abbassano le difese immunitarie, quindi evitare ogni agente stressante addestramenti troppo severi, lunghi periodi di solitudine ecc.

Mettere in pratica queste misure ci potrà fare trascorrere la bella stagione godendoci la compagnia del nostro cane senza grossi patemi d’animo. Ah dimenticavo di dirvi che, facendo riferimento a quanto detto fino ad ora, la salute nostra e dei nostri amici animali passa dalla salvaguardia dell’ambiente, e questa spetta esclusivamente a noi.

Tags: cane patologie parassiti

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